La vera PASQUA

25 marzo 2016
Stefano Caglia Ferro

La festa della pasqua non è solo una data del calendario liturgico, ma nasconde un messaggio ben più profondo.

Al pari di altre feste religiose, anche la Pasqua è un appuntamento consueto. la-vera-pasquaMa, oltre ad essere una fra le date del calendario liturgico o annoverata tra le cosiddette “feste comandate”, che cosa significa davvero Pasqua?

La Bibbia ci fa andare indietro di secoli, quando, in origine, Dio stabilisce la celebrazione della Pasqua per commemorare la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto. L’ultima piaga si sarebbe abbattuta sul Faraone ed il suo popolo: l’Angelo dell’Eterno sarebbe passato a colpire i primogeniti degli egiziani, “passando oltre” le famiglie d’Israele che, secondo l’ordine di Dio, avevano segnato le proprie case con il sangue di un agnello: “Infatti, il Signore passerà per colpire gli Egiziani; e, quando vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti, allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case per colpirvi” (Esodo 12:23). La presenza o l’assenza del sangue avrebbe fatto la differenza!

La Pasqua, perciò, non si riduce ad una semplice festività religiosa, da celebrare con mangiate di dolciumi, essa ha un grande significato; è intesa a ricordarci che Dio ha provveduto anche per noi un Agnello e che per il Suo sangue sparso c’è stata offerta salvezza e liberazione. Giovanni il battista, additando a Gesù, esclama: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). Noi tutti siamo meritevoli di giudizio, a causa del nostro peccato, ma in Cristo possiamo ottenere salvezza perché: “…anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (I Corinzi 5:7).

L’Agnello è stato offerto, la salvezza provveduta. Ora spetta a noi “segnare” il nostro cuore con il Suo sangue, perché: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi … ma il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato” (I Giovanni 1:7, 8), infatti, siamo stati riscattati “con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (I Pietro 1:19). Dio ha detto: “Quando vedrò il sangue, passerò oltre”; non quando vedrò le tue buone opere, i tuoi meriti, le tue funzioni religiose… Il passaggio da una vita di schiavitù ad una di libertà, da una di giudizio ad una di salvezza deve essere contrassegnato dal sangue di Gesù; riponi la tua fede in quel sacrificio e sarai salvato.

Caro amico, oggi puoi festeggiare la vera Pasqua, ubbidire alla Parola del Signore che ti invita a fare di Gesù il tuo Salvatore, il Quale disse: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24).